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videospritz: animazioni d'autore
rassegna internazionale di disegno animato dal 17 settembre 2011 al 23 settembre 2011 Una produzione Trieste Contemporanea, Studio Tommaseo Trieste e VivaComix Pordenone; a cura di Paola Bristot; con la collaborazione di Accademia di Belle Arti Bologna, ACM Venezia, Animateka Film Festival Ljubljana, Associazione OTTOmani Bologna, Centro Espressioni Cinematografiche Udine, Piccolo Festival dell'Animazione Udine, Spazio Navel Cividale; con l’adesione della Casa dell’Arte di Trieste; con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Provincia di Trieste.
Blu, Muto, Italia, 2008, 7'
Blu ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Si è imposto prestissimo sulla scena artistica come writer eseguendo operazioni di graffitismo urbano di grande espressività concettuale e visiva.
Blu ha una forza narrativa che si esprime in modo icastico nei graffiti come nelle animazioni che appaiono come uno sviluppo consequenziale. Muto è una diretta conseguenza, dove sono proprio le grandi pitture murali a costituire gli straordinari disegni frame by frame di questa opera visionaria.
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Rastko Ćirić, Metamorph, Serbia, 2005, 8’ 30’’
Rastko Ćirić è professore ordinario di Illustrazione presso la Facoltà di Arti Applicate di Belgrado. Fondatore del settore Animazione alla FAA di Belgrado è direttore del Digital Arts Group di studi interdisciplinari Postdiploma presso l’Università di Belgrado. Si occupa di arti grafiche, illustrazioni, grafica editoriale e fumetti.
Metemorph è una strana creatura presentata come un manuale scientifico con le istruzioni per l’uso incluse. Ironia e sense of humor caratterizzano tutta la produzione di questo artista serbo.
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Ericailcane, Il numero delle bestie, Italia, 2009, 4’ 55’’
ericailcane è lo pseudonimo di un artista italiano, formatosi presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha pubblicato libri e cataloghi che raccolgono una parte della sua notevole produzione di disegni.
Il numero delle bestie riprende una delle tematiche più care all’artista, quella degli animali fiabeschi e pseudoumani, ma non antropomorfi.
Il riferimento naturale è ad alcuni dei classici dell’animazione, in particolare Ladislav Starewicz e la scuola dei grandi animatori praghesi di marionette, il risultato, come per tutte le creazioni del giovane autore, è di grande raffinatezza.
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Anke Feuchtenberger, Somnambule, Germania, 2006, 15’
Anke Feuchtenberger è nata a Berlino (ex-DDR) nel 1963. Ha studiato graphic design alla facoltà di Belle Arti di Berlino e dal 1997 è docente presso la Fachhochschule für Gestaltung di Amburgo. Collabora con diverse riviste e ha iniziato a pubblicare le sue storie a fumetti nel 1993. Tra i suoi libri citiamo Mutterkuchen, Jochen Enterprises (Berlino, 1995), Die Hure H., (con Katrin de Vries), Jochen Enterprises (Berlino1999), La putain P, L'Association (Parigi 1999), Somnambule, Jochen Enterprises (Berlino,1998), Die Skelelettrau, Buchergilde Gutenberg, (Francoforte 2002), Quando muore il mio cane, mi faccio una giacca, D406-Coconino, Modena, (Bologna 2005).
Somnambule nasce prima come storia a fumetti e, per come viene concepito, come una sequenza di vignette senza parole, il passo al disegno animato sembra una normale conseguenza.
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Magda Guidi, Sì, però…, Italia, 2008, 2’ 43’’
Magda Guidi è nata a Pesaro nel 1979, si è diplomata e perfezionata all’Istituto d’Arte di Urbino, nella sezione di Cinema. Ha collaborato alla produzione di video-clip in animazione (Treallegriragazzimorti, 2003), lungometraggi cinematografici (Il nano più alto del mondo, regia Francesco Amato, 2005) e progetti teatrali (L’ultima volta che vidi mio padre della Societas Raffaello Sanzio, 2008).
Sì pero…, come gli altri suoi film sono legati al concetto di metamorfosi del segno e delle forme che sembra seguire un processo intimo e onirico di sviluppo.
Il lavoro di Magda Guidi basato su incastri di piani, di prospettive illusorie e l’uso della tecnica pittorica ha una matrice stilistica che deriva dalle lezioni del suo maestro alla scuola d’Urbino, Roberto Catani e l’influenza dell’opera di Georges Schwitzgebel.
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Kristjan Holm, Small House, Estonia, 2008, 6’ 15’’
Kristjan Holm è nato nel 1976 a Tallinn in Estonia, si diplomato all’Accademia d’Arte nel 1999 in Interior Design. Ha partecipato alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2004. La scoperta dell’animazione lo ha portato a realizzare diversi film in cui analizza il rapporto spaziale e l’interazione con gli stati d’animo.
In Small House Kristjan Holm indaga il rapporto tra lo spazio reale e quello emozionale. La narrazione condotta con un disegno per l’animazione classica frame by frame è surreale e volutamente dilata i silenzi e deforma le forme delle figure dei personaggi , modificando fantasticamente i rapporti e i confini del reale.
Solweig von Kleist, Chaos, Francia, 2002, 5’
Solweig von Kleist è nata a Würzburg, in Germania. Il suo interesse per la pittura e il cinema sperimentale si manifesta già durante gli studi alla Hochschule der Kunste. Approfondisce questi temi frequentando l’Institute of Arts (California). Dal 1985 vive in Francia, realizzando opere di pittura, scultura, installazioni, performance e film d'animazione. Esplora e sperimenta il senso dello spazio e del tempo con un’accezione filosofica. Recentemente, come in Chaos, Solweig von Kleist utilizza dipinti, disegni e sculture che celano 'film invisibili' dai quali poi nascono performance cinematografiche e installazioni. Questi procedimenti mostrano la inesauribile capacità rappresentativa e iconica delle immagini che si sviluppano in modi del tutto sorprendenti.
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Jadwiga Kowalska, Tôt au tard, Svizzera 2008, 5’
Jadwiga Kowalska è nata a Berna nel 1982, è cittadina polacca. Dal 2003 al 2007 ha frequentato il Dipartimento di Animazione presso la HSLU (Hochschule Luzern, Design&Kunst) diplomandosi nel 2007 dopo un soggiorno all’Accademia di Belle Arti di Cracovia.
Tôt au tard è un film capace di mostrare attraverso un disegno che pare uscito da un libro illustrato per bambini i ritmi profondi della natura e le sue relazioni con gli esseri viventi. Un assunto tutto speciale e certo molto filosofico che la giovanissima autrice espone con felice tono poetico.
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Virginia Mori, Il gioco del silenzio, Italia 2009, 5’
Virginia Mori (Cattolica,1981), dopo il diploma presso il Liceo Scientifico di Pesaro, si iscrive al biennio di Perfezionamento in Cinema d'Animazione e Illustrazione dell' Istituto Statale d'Arte di Urbino. Viene segnalata con premi in concorsi e Festival d’Animazione.
Virginia Mori segue nei suoi film un filo che la porta ad indagare la figura femminile analizzata e rappresentata nelle sue pieghe più recondite. La tecnica dell’ animazione è quella del disegno a matita su carta. Il gioco del silenzio inizia proprio come il gioco del dubbio: in quale delle due mani è celato l’oggetto nascosto?
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Alvise Renzini, Ci sono gli spiriti, Italia 2009, 6’ 20’’
Alvise Renzini è nato a Bologna nel 1971. Si è formato al DAMS di Bologna. Ha realizzato videoinstallazioni e animazioni come, Il vitello d’oro (2000) e Grande Anarca (2003), basato sul racconto Answers to a Questionnaire di J.G. Ballard.
Ci sono gli spiriti è una libera interpretazione visiva di un sogno di Carl Gustav Jung .
Il sogno parte da un archetipo piuttosto comune: la propria casa, il luogo in assoluto più familiare per ognuno di noi, come luogo inesplorato. Jung si trova così ad entrare in una serie di stanze “segrete”: la prima è un laboratorio di Ittiologia dove suo padre svolge degli esperimenti. La seconda è una camera da letto dove sua madre cerca di catturare gli spiriti. La terza è la Hall di un grande albergo, preludio di mille altre stanze, dove suona un orchestra.
La tecnica di realizzazione consiste di disegni su acetato realizzati con acquerelli o tempere, o disegni fatti con filamenti di cotone, polvere, capelli, stampati in stop-motion in camera oscura su carta fotografica b/n. Alcune parti sono fatte invece con disegni a tempera su cartoncino e fuliggine di candela.
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Stefano Ricci, Mary Sconta e la gallinella evasa, Italia, 2011, 6’
Stefano Ricci è nato a Bologna nel 1964. Disegnatore, grafico, autore di libri a fumetti, E’ docente del corso di fumetto e grafica contemporanea al DAMS di Gorizia, Università degli Studi di Udine, ed insegna disegno all’Università delle Arti Applicate di Amburgo.
Lo stile di Stefano Ricci è molto preciso e riconoscibile sia che si esprima nella grafica editoriale, che nell’illustrazione o nell’animazione. La sua ricerca lo porta a dilatare le sue elaborazioni grafiche in multipli serigrafici, in cui interviene manualmente, nelle ampie scenografie teatrali o nello scorrimento temporale della sequenza filmica.
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Gianluigi Toccafondo, La piccola Russia, Italia 2004, 16’
Gianluigi Toccafondo è nato a San Marino nel 1965, ha studiato prima all’Istituto Statale d’Arte ‘Scuola di Urbino’, a cui è seguito un periodo di lavoro presso lo studio Gertie a Milano. La francese Arte France e il Centre National de la Cinématographie hanno prodotto la maggior parte dei suoi film. Ha realizzato note sigle in animazione per la RAI e per la Biennale di Venezia (ed.1999). E’ illustratore e grafico (Fandango).
La Piccola Russia nasce da un lavoro di animazione complesso che vede uniti il procedimento filmico, il trattamento grafico, la fotocopiatura e la fotografia, per arrivare infine al montaggio al computer e al successivo trasferimento sulla pellicola 16 mm. La matericità quasi artigianale del trattamento delle immagini e lo sviluppo narrativo tipico del linguaggio filmico, sono caratteri di questa opera che ha ottenuto numerosi riconoscimenti di critica e pubblico. Lo sfondo del film rimanda a quell’area geografica tra la Romagna e le Marche che per tradizione guardava alla Russia come luogo utopico dove si erano realizzati l’uguaglianza e il benessere sociale ed era chiamato appunto ‘La piccola Russia’.
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