Trieste Contemporanea settembre n.5 1998
 
Zsuzsa Ordasi
Un'Accademia, mille opportunitŕ

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L'Accademia d'Ungheria in Roma č una meta ambita per gli artisti e gli studiosi ungheresi di oggi: tutti vorrebbero passarci qualche periodo com'era privilegio di pochi ungheresi, esponenti attivi della cultura ungherese in diversi campi, dai primi anni dell'esistenza di questa istituzione. Soggiornare nella Palazzina, adiacente alla sede dell'Accademia e costruita negli anni '30 da Eugenio Faludi (architetto ungherese stabilitosi in Italia), con una borsa di studio dello Stato ungherese, permette di immergersi non solo nella vita culturale ungherese attenta alla cultura italiana, vissuta in modo concentrato e intenso all'Accademia, ma anche in quella italiana tout court.

Soggiornare da borsisiti nella Palazzina significa cominciare la giornata con un caffč in qualche bar in Piazza Farnese o in Campo de' Fiori per poter poi proseguire (con l'autobus 64) verso la Biblioteca Vaticana o verso la Biblioteca Nazionale nella direzione opposta. L'atmosfera mattutina di questo vivacissimo centro di Roma dŕ  uno slancio all'attivitŕ  che il borsista ungherese intende svolgere durante il suo soggiorno nella cittŕ  eterna: lo studioso si tuffa nelle ricchissime biblioteche, l'archeologo ammira e studia i reperti archeologici e i musei, l'artista gira la cittŕ  e le gallerie, il musicista assiste alle prove e ai concerti e cosě via. Roma offre mille possibilitŕ  a chiunque.

L'Accademia d'Ungheria in Roma si trova in via Giulia 1, nel preziosissimo Palazzo Falconieri. L'edificio divenne proprietŕ  dello stato ungherese nel periodo in cui i rapporti politici, culturali ed economici tra i due paesi erano molto forti e intensi. Nel 1927 una delegazione ungherese arrivň a Roma con l'intenzione precisa di relaizzare lo scambio di due edufici, con l'obbiettivo di offrire un'istituzione statale alla divulgazione delle rispettive culture. A partire dal 1928 quindi, a Roma ha sede l'Accadema d'Ungheria e a Budapest l'Istituto Italiano di Cultura per l'Ungheria (via Bródy Sándor, 8). Gli ungheresi stanno quindi nel Palazzo Falconieri, il bellissimo edificio barocco con l'imponente loggia costruita dal Borromini da cui si apre una straordinaria panoramica su tutta la cittŕ . Gli italiani a Budapest hanno per sede l'edificio del primo Parlamento ungherese, costruito da Miklós Ybl nel 1864, in uno splendido stile eclettico neorinascimentale italiano.

Oltre alla sua attivitŕ  di divulgazione della cultura ungherese, l'Accademia d'Ungheria in Roma ospita- fin dal 1929- anche l'Istituto Storico Ungherese, che fu fondato a Roma giŕ  nel 1894 da Vilmos Fraknói, storico e canonico, promotore degli studi storici ungheresi preso gli Archivi del Vaticano, e che, dopo un lungo periodo di intervallo dovuto a motivi politici, proprio in questo ultimo anno ritorna ad essere membro delle Accademie Scientifiche di Roma. Un elenco dei nomi degli studiosi e degli artisti ungheresi che hanno soggiornato presso l'Accademia potrebbe giŕ  dare un'idea abbastanza precisa sulla storia dell'attivitŕ  scientifica e culturale di questo centro.

Basti ricordare alcuni personaggi importanti anche a livello internazionale: il primo direttore dell'Accademia era Tibor Gerevich, lo storico dell'arte promotore della cultura artistica ufficiale ungherese del periodo tra le due guerre, il quale raccoglieva intorno a sč nella Romai Iskola (Scuola di Roma) molti pittori, scultori, architetti intenti a seguire il modello dell'arte italiana: ad esempio i pittori Vilmos Aba Novák, Pál C.Molnár, Károly Patkó, István Szónyi, gli scultori Pál Pátzay, Lázló Mészáros, gli architetti Imre Papp, István Lauber, Jenó Faludi, Pál Forgó...

Proprio nella primavera di quest'anno l'Accademia, in collaborazione con il Ministero dei beni Culturali Italiano, nel nuovo spazio espositivo del Ministero a san Michele, ha dedicato una mostra agli artisti di questa cerchia. Tra gli studiosi invece troviamo personaggi come l'eccellente conoscitore della mitologia greca, Károly Kerény, il filosofo György Lukács, lo scrittore eletterato Antal Szerb, il poeta Sándor Weröes, il musicista Zoltan Kodály e tanti altri non meno importanti per la cultura ungherese e per i rapporti scientifico-culturali tra i due paesi.

Dopo la seconda guerra mondiale, nel periodo della guerra fredda, l'Italia e l'Ungheria non poterono coltivare i rapporti ormai abituali e l'Accademia d'Ungheria in Roma, benchč organizzasse delle manifestazioni culturali e e ospitasse dei borsisti ungheresi, rimase estranea alla vita culturale e scientifica di Roma. A partire dal 1989, essa gode di una certa autonomia (dal 1981 č di competenza del Ministero della Cultura ungherese) e i suoi sforzi sono volti di nuovo a reinserire la cultura ungherese nella vasta e varia vita culturale dell'Italia, offrendo- attraverso convegni, conferenze, tavole rotonde, mostre, concerti, film e altre manifestazioni- nuove possibilitŕ  agli italiani di conoscere gli ungheresi. Inoltre l'Accademia ospita tuttora nella palazzina dei borsisti ungheresi (studiosi ed artisti) appunto per offrir loro l'opportunitŕ  di svolgere delle ricerche, di conoscere l'arte, di stringere dei rapporti nei diversi campi della cultura e della scienza.

Giugno 1929, i borsisti del primo anno
Con le sue varie manifestazioni ed attivitŕ , l'Accademia dunque non solo favorisce l'incontro fra la cultura italiana e quella ungherese, ma sta anche assumendo un ruolo importante nella variopinta vita culturale di una cittŕ  "multinazionale" come Roma. link alla HomePage
 
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