programma

dal 9 Dicembre 2005 al 28 Febbraio 2006

continental breakfast friuli venezia giulia n.1

dopo i successi ottenuti in diverse capitali europee, il progetto ''continental breakfast'' approda a trieste

titolo dell’iniziativa: Continental Breakfast Friuli Venezia Giulia 1
organizzatori: Comitato Trieste Contemporanea, L’Officina – Progetto Brainwork
enti sostenitori: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura
in associazione con Centro d’Arte Contemporanea di Villa Manin – Passariano
con la partecipazione di: BM Contemporary Art Centre – Istanbul, Fondazione Adriano Olivetti – Roma, Institute of Contemporary Art – Zagreb ,Istituto Polacco – Roma, Ludwig Museum of Contemporary Art – Budapest, Museum of Modern and Contemporary Art – Rijeka, Umetnostna Galerija – Maribor
in collaborazione con Studio Tommaseo – Trieste
curatore: Giuliana Carbi
parte prima – tavola rotonda – "Fuori dal West":
data: venerdì 9 dicembre, ore 15.30 – 18.30
relatori: Etty Abergel, Alessandra Agnolon, Miroslaw Balka, Francesco Bonami, Giuliana Carbi, Branko Franceschi,  Ania Jagiello, Breda Kolar Sluga, Beral Madra, Alfredo Pirri, Alice Rubbini,  Janka Vukmir 
parte seconda – mostra – "Chocolate Grinder No. 3"
artisti: Etty Abergel, Miroslaw Balka, Alfredo Pirri
inaugurazione: venerdì 9 dicembre, ore 19.00
durata: 9 dicembre – 28 febbraio 2006
orario: lunedì > sabato: 17.00 > 20.00
luoghi: Trieste, Studio Tommaseo (Via del Monte 2/1): mostra
Trieste, Sala Alessi (Corso Italia 13 – 1° piano): tavola rotonda
ingresso libero

Continental Breakfast Friuli Venezia Giulia 1 è la prima tappa espositiva italiana di questo progetto di coproduzione internazionale che fa capo a un network, di cui Trieste Contemporanea è leader, composto da musei e istituzioni dell’Europa dell’Est. Le attivitè, comprendenti convegni ed esposizioni internazionali, sinora organizzate dai diversi CB partner a Varsavia, Belgrado, Venezia, Ljubljana, Tallinn e Maribor (quest’ultima, organizzata dalla Umetnostna Galerija, apre il 4 dicembre), proseguono dunque con l’iniziativa triestina, coprodotta da Trieste Contemporanea e dall’associazione L’Officina. Essa si avvale di un contributo speciale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di un finanziamento del Comune di Trieste ed è realizzata dal comitato triestino all’interno del Network Continental Breakfast coinvolgendo diversi enti, fra i quali merita citare l’associazione del Centro d’Arte Contemporanea di Villa Manin, altro partner italiano del progetto al quale nella prossima stagione passerà il testimone per un Continental Breakfast Friuli Venezia Giulia 2 e la Fondazione Olivetti di Roma.
L’esposizione Chocolate Grinder No. 3, segnata nel titolo (“macinatrice di cioccolato”) da un omaggio a Marcel Duchamp e caratterizzata da un peculiare allestimento, sarà un serrato confronto tra tre protagonisti assoluti dell’arte contemporanea internazionale: Etty Abergel, Miroslaw Balka e Alfredo Pirri, provenienti rispettivamente da Israele, Polonia ed Italia. Tre installazioni infatti dialogheranno tra loro sui temi dell’identità. Etty Abergel darà casa ad alcuni oggetti ed immagini appartenenti alla memoria della propria famiglia, assieme a sogni e memorie provenienti dal proprio spazio interiore. Miroslaw Balka presenterà una personale rilettura della storia in cui il vissuto dell’artista si intreccia ad una riflessione sulla memoria collettiva. Alfredo Pirri, infine, declinerà il nesso tra la forte dimensione etica e la sapiente prassi che stanno alla base della sua personale poetica.
Curata da Giuliana Carbi la mostra inaugurerà venerdì 9 dicembre, alle ore 19.00, presso lo Studio Tommaseo di via del Monte 2/1. Prima dell’inaugurazione però, a partire dalle ore 15.30, presso la Sala Alessi in Corso Italia 13 (1° piano), con la tavola rotonda intitolata Fuori dal West, Continental Breakfast continua i suoi dialoghi in Europa e nell’arte contemporanea alla ricerca di nuove rappresentazioni del senso di appartenenza di un insieme di individui molto grande e diversificato.
Variabili e costanti identitarie di un’Europa che si espande verranno raccontate attraverso le esperienze e gli esempi (opere e teorie dell’arte) degli artisti e degli esperti partecipanti alla tavola rotonda. Negli stessi giorni in cui la Biennale di Venezia discute il tema delle grandi mostre internazionali, una forma prolifica di presentazione delle nuove produzioni artistiche che è diventata il ganglio comunicativo del sistema dell’arte (dal 9 al 12 dicembre, presso l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, nel simposio "Modernità molteplici e Salon globale: dove i mondi dell’arte si incontrano", a cura di Robert Storr), a Trieste, partendo anche dall’analisi di questo spostamento dell’attenzione dagli oggetti (le opere e i progetti) al contesto di presentazione (l’evento di richiamo internazionale), tema di riflessione sarà la responsabilità progettuale e interpretativa delle pratiche contemporanee di intervento artistico rispetto alla società nella quale l’uomo pare vivere solo il presente contingente e dimenticarsi di domandare come attribuire valore alla propria vita. "Fuori dal West" chiederà infatti, oltre che ai tre artisti, ad importanti curatori, provenienti da diversi Paesi, soprattutto da quelli che ancora devono accedere all’Unione Europea – fra gli altri, a Francesco Bonami (Villa Manin, Passariano), Beral Madra (AICA Turkey, Istanbul – Turchia), Janka Vukmir (Institute of Contemporary Art, Zagreb – Croazia), Alice Rubbini (Italia), Katalin Timar (Ludwig Museum, Budapest), Ania Jagiello (Istituto Polacco, Roma), Breda Kolar Sluga (Umetnostna Galerija Maribor), Branko Franceschi (Museum of Modern and Contemporary Art-Rijeka, che porterà un caso di studio sulla conflittuale relazione croata con la propria tradizione modernista), Alessandra Agnolon (Fondazione Olivetti di Roma, che parlerà della novità curatoriale del progetto di ricerca "Trans:it. Moving Culture through Europe") – di prendere in considerazione le ragioni e i portati della sempre più fitta presenza di nuovi autori provenienti da paesi “non occidentali” all’interno dell’attuale scena artistica internazionale.