notizie

2 gennaio 2016

inaugurazione della mostra 1

à la frontière…!

SABATO 9 GENNAIO

Ad aprire ufficialmente a Trieste À LA FRONTIÈRE…! OLD AND NEW BORDERS IN EUROPE sarà il vernissage (alle 6.30, allo Studio Tommaseo di via del Monte 2/1) della mostra a due dell’artista e fotografo lituano Arturas Valiauga e del videomaker bosniaco residente in UK Samir Mehanović, attorno alla quale ruoteranno nel pomeriggio alcune importanti conversazioni (la mostra poi si potrà visitare fino al 19 gennaio). 

 
E’ prevista infatti un’introduzione/conversazione tra Samir Mehanović e Corrado Premuda nella quale l’artista (ore 6), presenterà il video Silent War in Beqaa Valley. L’opera è un documentario girato nel gennaio 2014 al confine tra Siria e Libano. Racconta la storia dei profughi dalla Siria e dei bambini che stanno lottando per ottenere un'istruzione adeguata ai confini instabili nella Beqaa Valley. Il lavoro fa parte della ricerca artistica del regista su come la comunità internazionale è in grado di proteggere i civili nelle zone di guerra.
 
 
In precedenza (ore 5.30Eglė Deltuvaitė, capo del programma EU “Creative Europe” per la Lituania ed esperta di fotografia, parlerà su Arturas Valiauga’ works in Lithuanian Photography context (le opere di Arturas Valiauga nel contesto della fotografia lituana) introducendo il pubblico alla lettura delle fotografie dell’artista in mostra. Esse appartengono alla serie The Land of Longing, una “giustificazione foto-documentaria della nostalgia”, come la descrive la relatrice, realizzata nel 2012 nell’area, di complessissima storia politica e culturale, di Konigsberg (Kaliningrad Oblast), oggi enclave russa tra Polonia e Lituania, che fino alla fine della seconda guerra mondiale apparteneva alla Germania (Prussia orientale), avendo avuto tra i suoi più celebri concittadini tedeschi Immanuel Kant, e che con Stalin subì una totale russificazione. “Non c’è probabilmente altro territorio fuori dalla Lituania di oggi così vivo e permanente nelle nostre menti”, dice la Deltuvaitė: è questa la cosiddetta “Lituania Minore” descritta da Kristijonas Donelaitis nel poema Le Stagioni, capolavoro della letteratura lituana e prima opera scritta in lingua lituana. 
Tentando di rivedere nel contesto di oggi quello stesso probabile paesaggio che fu scenario dei contrasti sociali che alla metà del 18 secolo, al tempo di Donelaitis, coincisero con una divisione nazionale e persino morale durante la colonizzazione prussiana dei contadini lituani (Lietuvininkai, cioè lituani prussiani), Arturas Valiauga intesse uno straordinario dialogo tra il mondo espresso nella lingua arcaica di 3 secoli fa e quello che oggi riprende una delle più giovani e universali forme d’arte, la fotografia: sulla complessità della percezione dell’identità, degli eventi storici e della memoria collettiva del popolo lituano.

 
Del pastore luterano e poeta prussiano-lituano Kristijonas Donelaitis (1714 –1780) parleranno a Trieste (ore 5) il professore Pietro Umberto Dini, linguista toscano esperto delle lingue baltiche, Adriano Cerri, filologo baltico e traduttore di Donelaitis, e Julija Reklaitė, Addetto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica di Lituania in Italia. I relatori sono invitati nel contesto di À LA FRONTIÈRE…! OLD AND NEW BORDERS IN EUROPE per introdurre ai lettori italiani l’opera Le Stagioni dell’autore lituano, da adesso disponibile anche nella nostra lingua: è questa infatti la prima presentazione assoluta della traduzione in italiano di questo capolavoro letterario europeo.