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05 marzo 2026

Leonor Fini, da Trieste in poi
ne parlano Arianna Boria e Massimo Premuda

alle ore 18 al circolo della stampa

Leonor Fini alla Galleria Torbandena di Trieste in occasione della mostra personale del marzo 1968 con il celebre autoritratto con cappello arancione donato nel 2003 al Museo Revoltella dalla famiglia Finzi-Hausbrandt

Giovedì 5 marzo Arianna Boria e Massimo Premuda presenteranno al Circolo della Stampa di corso Italia 13, in occasione dei 30 anni dalla morte della grande Leonor Fini (Buenos Aires, 1907 – Parigi, 1996) “Leonor Fini, da Trieste in poi”, la prima biografia italiana sull’artista scritta dal giornalista e docente Corrado Premuda (Trieste, 1974-2022), una coedizione Comunicarte Edizioni e Trieste Contemporanea a cura di Massimo Premuda. Gli interventi della giornalista, già responsabile del reparto Cultura e spettacoli de Il Piccolo, e del curatore del volume, saranno intervallati dalle pungenti letture dell’attrice Marzia Postogna tratte dalla biografia.

A 30 anni dalla scomparsa della pittrice fantastica, viene così presentata al pubblico la biografia sull’artista scritta da Corrado Premuda che negli anni ha dedicato alla figura di Leonor Fini diversi studi e saggi, nonché numerosi articoli per le pagine culturali de Il Piccolo e tanti altri scritti e materiali, quali la cura della prima traduzione in italiano del romanzo della Fini“Murmur” (Edizioni Arcoiris, 2014), il libro “Un pittore di nome Leonor” (Editoriale Scienza, 2015), il capitolo La madre segreta in “Trieste senza bora” (Watson Edizioni, 2021), i testi teatrali “Guardiana dei sogni” (2009) e “Leonor nella stanza fantastica” (2022), nonché il film “Mais où est Leonor?” (2009), un documentario sulla Fini realizzato da Trieste Contemporanea e Videoest, con la regia di Giampaolo Penco e la collaborazione dello stesso Premuda. Il lavoro di ricerca e valorizzazione della figura della Fini viene continuato dal fratello Massimo insieme a Trieste Contemporanea che negli anni, oltre a custodire nella sua Biblioteca il prezioso Fondo Corrado Premuda sull’artista, ne approfondisce la conoscenza con l’evento annuale “Festa segreta per Leonor Fini”, ideato nel 2009 da Premuda stesso.

Leonor Fini, da Trieste in poiè una biografia documentatissima sull’artista con un focus preciso sul periodo forse meno conosciuto, ma decisivo, della sua biografia, la sua infanzia e adolescenza trascorse a Trieste, momento cruciale per la formazione della pittrice che del capoluogo giuliano dirà: “Tutto il mio mondo, il mio vocabolario pittorico era lì, già scritto in quella città”.

Nasce così un racconto corale a più voci che si concentra sulla giovinezza passata a Trieste ma che ripercorre anche l’intera vita attraverso le frequentazioni e relazioni triestine che intrattiene fino all’ultimo dei suoi giorni, da Italo Svevo a Bobi Bazlen, da Leo Castelli a Gillo Dorfles, dal cugino Oscar de Mejo all’amico fraterno Arturo Nathan. Dalle lettere, interviste e battute emerge una cronaca vivace sostenuta da reali testimonianze che proprio nel ricorrente utilizzo del dialetto triestino ci fanno immergere in questo mondo finiano infarcito di Liberty e cannella e, parafrasando Marlene Dietrich, di “buone maniere e cattivi pensieri”.

Un’artista e un personaggio che della teatralità aveva fatto il suo segno distintivo, saltando sfrontatamente dal sacro al profano, ispirando da una parte con la sua mondana maschera da civetta l’ultimo capitolo dello scandaloso romanzo del 1954 “Histoire d’O” di Pauline Réage, e dall’altra inducendo Gillo Dorfles a definirla “un mostro sacro”, “un vero talento” che riuscì ad emergere in tempo grazie a uno studiato “apparato mondano-intellettuale” e a “le sue (ben calcolate) stranezze, come il fatto di ricevere nuda, et similia”, o ancora orientando Premuda a condensare icasticamente così il suo percorso: “Un personaggio la cui vita s’identifica con l’arte, al punto da renderla musa e prima spettatrice di se stessa”.

Arianna Boria comincia da praticante giornalista al Corriere di Pordenone nel 1989, dopo gli studi in Giurisprudenza all’Università di Trieste. Professionista dal 1991, approda a Il Piccolo nello stesso anno, prima nel reparto Esteri poi in Cronaca, seguendo a lungo politica e amministrazione comunale. Dal 2010 passa come vicecapo servizio al reparto Cultura e spettacoli, di cui sarà responsabile dal 2017 all’ottobre 2024, quando lascia il quotidiano di Trieste. Da sempre appassionata di storia della moda, ha tenuto per trentatré anni sulle colonne de Il Piccolo la rubrica “Moda & Modi”, che nel 2024 è diventata un libro, “Moda & Modi 1991-2021” (Battello Stampatore, 2024). Innumerevoli i suoi saggi e interventi critici su cataloghi di mostre e pubblicazioni dedicate al costume, alla moda e ai suoi protagonisti.

Massimo Premuda, giornalista e curatore triestino, si occupa di arte contemporanea dal 2002. Dopo esperienze lavorative al Museo Revoltella di Trieste, alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, alla Moderna Galerija e all’Istituto Italiano di Cultura di Ljubljana, dal 2011 lavora per l’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia, curando la programmazione del Museo Carà. Dal 2012 al 2024 si è occupato dell’attività di DoubleRoom arti visive, spazio non profit triestino che conservava l’archivio del Gruppo78. Dal 2013 è il presidente della Casa dell’Arte di Trieste e dal 2016 è il vicepresidente del Curatorio del Museo Revoltella. Nel corso del 2025 ha curato insieme a Katarina Brešan il progetto espositivo del Goriški muzej “Vladimir Makuc, in tutte le direzioni”, sei mostre omaggio dedicate al maestro nel centenario della nascita fra Slovenia e Italia.

Marzia Postogna, attrice e cantante triestina, si forma alla compagnia de La Contrada, il Teatro stabile di Trieste, con cui collabora dal 1994. Diretta tra gli altri da registi come Francesco Macedonio, Mario Licalsi, Massimo Navone, Alessandro Marinuzzi, Guglielmo Ferro e Giuseppe Emiliani, recita spesso per la sede RAI FVG. All’attività di attrice di prosa affianca quella di cantante in spettacoli di Operetta prodotti dal Teatro Verdi di Trieste e dall’Associazione Internazionale dell’Operetta.