notizie

30 agosto 2025

festa segreta per leonor fini
ottava edizione

alle ore 18.30

sabato 30 agosto 2025 ore 18.30
introduzione di Elettra Maria Spolverini
conversazione con Giusy Criscione Dello Schiavo e Massimo Premuda
letture di Paolo Fagiolo

Leono Fini, Sfingi 1973, litografia, 71x54cm collezione privata, Slovenia foto di Nika Furlani

Leonor Fini, Sfingi, litografia, 71x54cm, 1973, collezione privata, Slovenia (foto di Nika Furlani)

Sabato 30 agosto alle ore 18.30 allo Studio Tommaseo di via del Monte 2/1, nella ricorrenza del compleanno di Leonor Fini (Buenos Aires, 30 agosto 1907 – Parigi, 18 gennaio 1996), Trieste Contemporanea dedica all’artista l’ottava edizione della Festa segreta per Leonor Fini.

Una conversazione intima e sentita per ripercorrere la lunga amicizia fra Leonor Fini e Giovanna Stuparich Criscione (Trieste, 1919 – Roma,  2017) ricostruita attraverso lettere originali e scritti, ma anche aneddoti e ricordi della figlia Giusy Criscione Dello Schiavo, che nel 1999 ha restituito la biografia dell’artista in tre racconti sceneggiati per la Radio RAI FVG dal titolo La sfinge e il gatto. Appunti su Leonor Fini, pittrice e maga del Novecento per la regia di Lilla Cepak.

Focus 2025 di questo appuntamento triestino per Leonor Fini ideato dallo scrittore e giornalista Corrado Premuda – che la aveva definita molto efficacemente “un personaggio la cui vita s’identifica con l’arte, al punto da renderla musa e prima spettatrice di se stessa” – sono le amicizie femminili della pittrice surrealista cresciuta e formatasi a Trieste. Oltre alla sua frequentazione con la già citata Giovanna Stuparich, figlia dello scrittore Giani, si approfondirà la sua amicizia con Daisy Nathan Margadonna, compagna di scuola e sorella del pittore Arturo Nathan, amico fraterno della Fini, e le sue frequentazioni romane, dalle amiche “gattare” Anna Magnani e Elsa Morante alle attrici Valentina Cortese e Alida Valli, moglie del cugino musicista Oscar de Mejo.

La conversazione verrà intervallata dalle letture dell’attore Paolo Fagiolo che ripercorrerà queste amicizie femminili attraverso brani scelti tratti della prima biografia italiana sulla Fini dal titolo Leonor Fini, da Trieste in poi di Corrado Premuda, una coedizione Comunicarte Edizioni e Trieste Contemporanea a cura di Massimo Premuda, che verrà pubblicata entro la fine dell’anno. Le importanti testimonianze che verranno lette sono tratte principalmente dal ricco epistolario conservato nell’Archivio Leonor Fini di Parigi che Premuda aveva avuto l’opportunità di consultare e studiare negli anni per la stesura del nascituro volume che ripercorre la vita dell’artista attraverso un focus preciso sull’infanzia e giovinezza trascorse a Trieste ma anche sulle sue frequentazioni triestine dopo il trasferimento a Parigi.

L’ottava edizione della Festa segreta per Leonor Fini costituirà infine l’occasione per la donazione da parte di Giusy Criscione di un significativo corpus di lettere scritte dalla Fini alla madre, un prezioso apporto dall’archivio romano della Stuparich Criscione che entrerà ufficialmente nel Fondo Premuda, donato nel 2023 alla Biblioteca di Trieste Contemporanea. L’appuntamento del 30 agosto sarà infatti aperto dalla direttrice della Biblioteca Trieste Contemporanea Elettra Maria Spolverini che converserà con Massimo Premuda sugli aggiornamenti e i numeri di questo prezioso fondo librario e documentario che è stato arricchito nel corso degli anni con acquisizioni e donazioni di testi e documenti: la Festa sarà dunque l’occasione per visionare le novità, le iniziative realizzate e ringraziare i numerosi contributori.

Le Feste segrete per Leonor Fini ideate da Corrado Premuda rappresentano un momento di approfondimento sulla figura dell’artista, partono nel 2009 a Trieste Contemporanea in occasione della première del documentario Mais où est Leonor? e vengono organizzate nel corso degli anni anche a Stazione Rogers.

Corrado Premuda (Trieste, 1974-2022) ha dedicato a Leonor Fini diversi studi e saggi, nonché numerosi articoli per le pagine culturali de Il Piccolo e tanti altri scritti e materiali, quali la cura della prima traduzione in italiano del romanzo Murmur di Leonor Fini (Edizioni Arcoiris, 2014), il libro Un pittore di nome Leonor (Editoriale Scienza, 2015), il capitolo La madre segreta in Trieste senza bora (Watson Edizioni, 2021), i testi teatrali Guardiana dei sogni. Variazioni su Leonor Fini (2009) e Leonor nella stanza fantastica (2022), nonché il film Mais où est Leonor? (2009), un documentario su Leonor Fini realizzato da Trieste Contemporanea e Videoest, con la regia di Giampaolo Penco e la collaborazione dello stesso Premuda.

Giusy Criscione Dello Schiavo, nipote di Giani Stuparich, fin da piccola viene influenzata dalla cultura triestina. Storica del teatro, specializzata in antropologia culturale a Parigi, si interessa ben presto alla cultura e alla letteratura della Venezia Giulia e dell’Istria, pubblicando i due epistolari della nonna Elody Oblath, uno destinato a Scipio Slataper Confessioni e Lettere a Scipio (Fogola, 1979), ripubblicato col titolo Elody Oblath. Note autobiografiche e confessioni (EUT, 2014), e l’altro al marito Lettere a Giani (Officina, 1994), la Bibliografia della critica su Giani Stuparich (Alcione, 2002), il catalogo La donna in Istria e in Dalmazia nelle immagini e nelle storie (ANVGD, 2008), la biografia Giuseppe Kaschmann. Signore delle scene (Comunità di Lussinpiccolo, 2012) e insieme a Patrizia Hansen Dove andare, dove tornare. Autori italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia dal Novecento al nuovo millennio (Carta Adriatica, 2018).
Ha collaborato con la Radio RAI FVG con due programmi originali La sfinge e il gatto sulla Fini e I luoghi di Stuparich sul nonno Giani. Attualmente sta lavorando alla pubblicazione dell’epistolario Oblath-Stuparich, relativo al periodo della Prima guerra mondiale.

Massimo Premuda, giornalista e curatore triestino, si occupa di arte contemporanea dal 2002. Dopo esperienze lavorative al Museo Revoltella di Trieste, alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, alla Moderna Galerija e all’Istituto Italiano di Cultura di Ljubljana, dal 2011 lavora per l’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia, curando la programmazione del Museo Carà. Dal 2012 al 2024 si è occupato dell’attività di DoubleRoom arti visive, spazio non profit triestino che conservava l’archivio del Gruppo78. Dal 2013 è il presidente della Casa dell’Arte di Trieste e dal 2016 è il vicepresidente del Curatorio del Museo Revoltella. Nel corso del 2025 sta curando insieme a Katarina Brešan il progetto espositivo del Goriški muzej Vladimir Makuc, in tutte le direzioni, sei mostre omaggio dedicate al maestro nel centenario della nascita fra Slovenia e Italia.

Paolo Fagiolo, diplomato all’Accademia Nico Pepe di Udine. ha completato la sua formazione d’attore presso l’Accademia Nazionale d’Arte di Minsk (Bielorussia). Dal 1996 ha lavorato in teatro e cinema, sia in produzioni tradizionali che d’innovazione, con registi italiani e stranieri, fra cui: Serena Sinigaglia, Gabriele Salvatores, Alessandro Marinuzzi, Fabrizio Arcuri, Cesare Lievi, Franco Però, Guillermo Pisani, Valerij Raevskij, Gabriele Vacis, Giuseppe Emiliani, Antonio Calenda, Damir Frey, Carmine Elia, Matteo Oleotto, Alberto Fasulo e Laura Samani. È interessato all’evoluzione delle modalità comunicative ed espressive del teatro e collabora con vari gruppi e collettivi, quali: LabX, DobiaLab, Atopos e NovaDroga, di cui è cofondatore.