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05 settembre 2025

videospritz
all we could do together

alle ore 18

“Immaginate cosa potremmo raggiungere insieme. Immaginate tutte le cose che potremmo fare insieme, invece di vite spezzate e sogni infranti. Spesso agiamo gli uni contro gli altri, crescita contro crescita, motoseghe e fuoco contro la fauna selvatica. Ma non dimenticate! La foresta è un organismo multispecie ed è sempre aperta all’inclusione delle persone nella nostra comunità!”

Oto Hudec

Oto Hudec, All We Could Do Together, 2023, still dal video (courtesy l’artista e Gandy Gallery)

Trieste Contemporanea è lieta di presentare in collaborazione con la Gandy Gallery di Bratislava, giovedì 5 settembre alle ore 18, un nuovo appuntamento videospritz con l’artista Oto Hudec. Nella serata verrà proiettato e discusso con il pubblico il video All We Could Do Together (2023, 12’) dell’artista slovacco. L’incontro sarà introdotto da Nadine Gandy.

Il video è un’opera poetica e politica che riflette sull’attivismo ecologista e sulla possibilità di collaborazione tra esseri umani e natura, ed è stato realizzato al lago Balaton (Ungheria). L’artista ricostruisce, utilizzando miniature dipinte ad acquerello e scenografie artigianali, dieci storie di proteste ambientali avvenute in varie parti del mondo, dal movimento Chipko dell’Himalaya indiano negli anni Settanta, fino alle recenti mobilitazioni contro l’espansione mineraria e infrastrutturale in Europa e nelle Americhe. Attraverso un linguaggio visivo che fonde documentario e animazione, All We Could Do Together celebra le azioni collettive e individuali in difesa degli alberi e delle foreste, rendendo omaggio a chi ha sacrificato il proprio benessere personale per salvaguardare l’ambiente e per servire come ispirazione per le generazioni future. Nella narrazione, il confine tra il narratore-umano e il narratore-albero è volutamente sfumato: essi appaiono nelle storie come un’unica entità, perseguendo un unico obiettivo comune: la salvezza reciproca.
Nel video All We Could Do Together, le foreste, gli alberi, i parchi e i prati dell’Ungheria occidentale hanno fatto da sfondo a scene che reinterpretano situazioni del passato, quando gli attivisti si battevano per la protezione degli alberi e delle foreste.
Non è la prima volta che Oto Hudec ricorre alla tecnica delle miniature integrandole in dei paesaggi reali: una strategia narrativa che gli consente di costruire un racconto visivo dai tratti documentaristici. L’artista slovacco parte da materiale fotografico, costituito da immagini di eventi storici dal 1970 a oggi, per realizzare le miniature ad acquerello che raffigurano gli attivisti. L’artista slovacco parte da materiale fotografico, composto da immagini di eventi storici dal 1970 a oggi, per realizzare ad acquerello le miniature raffiguranti gli attivisti. Ogni elemento del video, come per esempio la luce o il tipo di albero utilizzato, sono stati attentamente studiati dall’artista per ricreare nel modo più fedele possibile le situazioni storiche che sono all’origine delle proteste verificatesi in tutto il mondo.

Oto Hudec (1981, Košice, Slovacchia) è un artista multimediale che crea video, murales, animazioni, sculture, opere sonore e lavori per spazi pubblici sui temi dell’immigrazione, dei rifugiati e degli effetti della globalizzazione sull’ambiente. La sua ricerca sui temi del cambiamento climatico e dell’ecologia si concentra spesso, anziché su nuove soluzioni scientifiche, su come i popoli nomadi e indigeni abbiano raggiunto la sostenibilità. Attualmente è professore associato presso la Facoltà di Belle Arti dell’Università Tecnica di Košice, in Slovacchia, ed è rappresentato dalla Gandy Gallery di Bratislava. I suoi progetti sono stati presentati a: De Appel di Amsterdam, Centre Pompidou di Parigi, Tranzit.sk di Bratislava, Kunsthalle Bratislava, Ludwig Museum di Budapest, AlbumArte di Roma, East Slovak Gallery di Košice e Gandy Gallery di Bratislava. Recentemente Oto Hudec ha partecipato al progetto “Floating Arboretum” al Padiglione della Repubblica Ceca e Slovacca alla Biennale d’arte di Venezia 2024.