Emanuela Marassi in Repubblica Ceca per la mostra internazionale Women 80+: The Age of Possibilities
inaugurazione 7 marzo

Si apre alla City Gallery Blansko (Repubblica Ceca) il 7 marzo 2026 alle ore 17.00, la mostra Women 80+: The Age of Possibilities, visitabile dall’8 marzo al 18 aprile 2026. Alla realizzazione della mostra internazionale a cura di Nadine Gandy e Jana Písaříková collaborano la Gandy Gallery di Bratislava e Trieste Contemporanea, quest’ultima all’interno del suo programma dedicato alla promozione dell’arte contemporanea italiana all’estero.
La mostra invita a riflettere sull’originalità, il radicalismo e la libertà che si sviluppano oltre gli ottant’anni, mettendo a confronto artiste provenienti dall’ex blocco socialista e artiste dell’Europa occidentale ed evidenziando i diversi contesti di creazione e quanto questi possano influenzare in modo vitale la pratica artistica.
Women 80+: The Age of Possibilities riunisce una generazione di donne dai percorsi artistici diversi nate negli anni Trenta e Quaranta, che si differenziano anche geograficamente, politicamente e formalmente ma che condividono un tratto comune: la ricerca audace di nuove sensibilità.
La quota italiana della mostra sarà rappresentata dall’artista triestina Emanuela Marassi mentre le altre artiste presenti in mostra sono: Mária Bartuszová (Slovacchia), Esther Ferrer (Spagna/Francia), Marie Filippovová (Repubblica Ceca), Dorothy Iannone (Stati Uniti), Françoise Janicot (Francia), Alena Kučerová (Repubblica Ceca), Adriena Šimotová (Repubblica Ceca) e Jana Želibská (Slovacchia).
In particolare, Emanuela Marassi porta in mostra opere che raccontano una carriera artistica iniziata alla fine degli anni Sessanta. La sua pratica si è sviluppata inizialmente nelle arti applicate, e successivamente attraverso pittura, collage e sperimentazioni con materiali insoliti come rame e ricamo. Marassi ha inoltre realizzato grandi installazioni e videoarte, e nel 1974 ha fondato il gruppo Mareba, assieme all’austriaca Renate Bertlmann e alla neozelandese Barbara Stradthee, contribuendo in modo significativo all’arte femminista sulla scena internazionale.