programma

dal 27 Maggio al 19 Luglio 2017

henri chopin

mostra retrospettiva

Henri Chopin, Picnic in Preparation!, 1975, dattilopoema e collage su carta, 29x21cm
(courtesy Richard Saltoun Gallery, London)

inagurazione sabato 27 maggio ore 18.30

Trieste Contemporanea ospita dal 27 maggio allo Studio Tommaseo una mostra retrospettiva dedicata all’artista e poeta Henri Chopin (1922 – 2008).
La mostra è una rara occasione di conoscere in Italia alcuni esempi dei suoi “dattilopoemi”, composizioni realizzate a macchina da scrivere, vere e proprie icone della Poesia Concreta, e delle sua “poesia sonora” su vinile.

La carriera artistica di Henri Chopin (1922 – 2008) si sviluppa tra Francia e Inghilterra ed è il barometro degli sconfinamenti tra media artistici europei avvenuti tra gli anni cinquanta e settanta.
Secondo i principi dei movimenti artistici del tempo, e specificatamente del Lettrismo, essa infatti non compartimenta l’azione artistica ad un solo ambito creativo e quindi Chopin è artista visivo, musicista, poeta, designer grafico, tipografo, filmaker, regista radiofonico, editore indipendente, curatore e promotore culturale ed altro ancora. Chopin è soprattutto in quegli anni un importante punto focale e di contatto internazionale fra gli artisti.  E’ molto attivo nell’organizzazione dei festival internazionali e sul fronte radiofonico realizza trasmissioni in mezz’Europa. Nel 1964 lancia la rivista “OU/Cinquième Saison”  che fu la prima rivista internazionale di poesia sonora e di poesia visiva. “OU” ebbe anche una versione inglese dal 1969 che raccolse fino al 1974 contributi sotto forma di registrazioni, testi, immagini e serigrafie realizzati da parte di scrittori e artisti internazionali – tra di essi rappresentanti del Lettrismo e di Fluxus,  Jiři Kolář , William S. Burroughs, esponenti della generazione precedente come Raoul Hausmann e Marcel Janco, artisti da Cecoslovacchia e Polonia e molti altri.

In una sperimentazione infinita di sonorità e distorsioni vocali, Chopin produce i suoi primi esperimenti sonori – e quelle che saranno di fatto le prime Poesie Concrete in Francia – affascinato dall’avvento tecnologico della registrazione a nastro magnetico e dalla nuovissima riproduzione ad alta fedeltà stereofonica: a partire dalla metà degli anni cinquanta e per tutto il decennio successivo  lavora alla dimensione sonora della poesia e, registrando degli iniziali esperimenti vocali con un magnetofono, sposta l’attenzione dalla lingua al linguaggio… così come nei “dattilopoemi” , con un’operazione abbastanza atipica nel mondo occidentale, decostruisce la semantica delle singole lettere restituendo loro il loro puro valore grafico.

Trieste Contemporanea propone questa mostra non solo per il legame storico del suo autore con il mondo artistico est europeo a cavallo delle modificazioni intervenute con il Patto di Varsavia, ma per la galvanizzante possibilità che Henri Chopin ci offre di riconsiderarne oggi l’esperienza artistica come di grande interesse ed esemplarità per cominciare a scrivere una analisi aggiornata dello strutturalismo nelle arti visive e dell’anticipatore spirito cross-sector che caratterizzò questo momento del pensiero europeo.