programma

dal 17 al 23 Settembre 2011

videospritz: animazioni d’autore

rassegna internazionale di disegno animato

Una produzione Trieste Contemporanea, Studio Tommaseo Trieste e VivaComix Pordenone; a cura di Paola Bristot; con la collaborazione di Accademia di Belle Arti Bologna, ACM Venezia, Animateka Film Festival Ljubljana, Associazione OTTOmani Bologna, Centro Espressioni Cinematografiche Udine, Piccolo Festival dell'Animazione Udine, Spazio Navel Cividale; con l’adesione della Casa dell’Arte di Trieste; con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Provincia di Trieste.


 

Videospritz ritorna allo Studio Tommaseo di Trieste. La rassegna di videoarte da gustarsi con l’aperitivo, che è uno dei più divertenti momenti della attività annuale di Trieste Contemporanea, si concentra stavolta, in collaborazione con VivaComix, in un intenso programma dedicato alle piccole produzioni di disegni animati: uno sguardo di aggiornamento e di approfondimento che oggi  è importante rivolgere a questo segmento molto speciale della produzione artistica internazionale proprio mentre sta vivendo in tutta Europa un momento di grande interesse e di fermento creativo.
Di ANIMAZIONI D’AUTORE parleranno a Trieste – e ne discuteranno il contributo fattivo al dibattito artistico contemporaneo – autori e studiosi. Paola Bristot, Carlo Mauro, Carlo Montanaro, Virginia Mori e Igor Prassel, in convegno in via del Monte sabato 17 settembre a partire dalle ore 15, ripercorreranno la straordinaria avventura storica dei disegni animati d’avanguardia – e vedremo alcuni preziosi documenti conservati nell’Archivio Carlo Montanaro;analizzeranno la base di partenza di queste produzioni (il disegno puro) e le tecniche usate; dalle dinamiche della loro specie commerciale in ambito internazionale si caleranno nei gravi problemi che questo tipo di produzioni deve ancora affrontare in Italia, ma anche parleranno della crescente fioritura dei festival d’animazione in ambito internazionale. Come ricorda la curatrice della rassegna Paola Bristot, esponendo i criteri che la hanno condotta alla scelta dei 12 corti che verranno presentati a Trieste,: “Sono autori che lavorano in produzioni molto piccole, spesso autogestite, o prodotte da centri come le scuole d’animazione o istituzioni culturali. Il loro circuito privilegiato è quello dei Festival d’Animazione. […]  La forma autoriale della produzione è la prerogativa dei film selezionati, perciò si tratta di opere originali, sviluppate in forme diverse, con caratteristiche tecniche diverse, ma che mantengono il principio artistico molto saldo.
La grande qualità artistica, fra gli esempi italiani proposti, è senz’altro una prerogativa dello stupefacente corto d’animazione Muto (Italia, 2008) dello street artist Blu. Si tratta di un lavoro interamente realizzato con graffiti in stop-motion, cioè animando enormi disegni fatti in successione sui muri di una città, ripresi con il fermo immagine e poi cancellati per dare posto al disegno seguente. L’autore, che ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna e che si è imposto prestissimo sulla scena artistica come writer, eseguendo operazioni di graffitismo urbano di grande espressività concettuale e visiva, ha una forza narrativa che si esprime in modo straordinario in questi ultimi graffiti-animati che appaiono come uno sviluppo consequenziale perfetto delle sue pitture murali di grandi dimensioni.
Ma molti altri eccellenti micro-mondi si potranno vedere in questo appuntamento fissato per Videospritz con artisti provenienti da diversi paesi europei. Il disegno autoriale infatti accomuna artisti di diversa estrazione: vedremo che alcuni si occupano strettamente di animazione come Kristjan Holm (Estonia), Jadwiga Kowalska (Svizzera), Virginia Mori e Magda Guidi (Italia), altri provengono da esperienze di ricerca grafica come Rastko Ćirić (Serbia) oartistica tout court come Alvise Rezini (Italia) e Solweig von Kleist (Francia); altri ancora, oltre al citato Blu, percorrono la street art come Ericailcane (Italia), o provengono dall’illustrazione e dal fumetto come Anke Feuchtenberger (Germania) e Stefano Ricci (Italia). O, infine, sono maestri dell’animazione conosciuti anche al vasto pubblico grazie alle numerose sigle in animazione create per la televisione e per il cinema come Gianluigi Toccafondo (Italia).

I film saranno proiettati allo Studio Tommaseo, sede di Trieste Contemporanea, in via del Monte, 2/1, e le repliche delle proiezioni si svolgeranno, a richiesta, dalle ore 18.30 alle 20 da lunedì 19 a giovedì 22 settembre. L’ingresso è libero.
La presentazione triestina rappresenta solo la prima tappa di questa iniziativa che in novembre verrà proposta anche all’Accademia di Bologna, nell’ambito del progetto Visioni Animate (4-5 novembre), e allo Spazio Navel di Cividale (12 novembre).

Blu, Muto, Italia, 2008, 7'
 
Blu ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Si è imposto prestissimo sulla scena artistica come writer eseguendo operazioni di graffitismo urbano di grande espressività concettuale e visiva.  
Blu ha una forza narrativa che si esprime in modo icastico nei graffiti come nelle animazioni che appaiono come uno sviluppo consequenziale. Muto è una diretta conseguenza, dove sono proprio le grandi pitture murali a costituire gli straordinari disegni frame by frame di questa opera visionaria.   
 
 
 
Rastko Ćirić, Metamorph, Serbia, 2005, 8’ 30’’   
 
Rastko Ćirić è professore ordinario di Illustrazione presso la Facoltà di Arti Applicate di Belgrado. Fondatore del settore Animazione alla FAA di Belgrado è direttore del Digital Arts Group di studi interdisciplinari Postdiploma presso l’Università di Belgrado. Si occupa di arti grafiche, illustrazioni, grafica editoriale e fumetti.
Metemorph è una strana creatura presentata come un manuale scientifico con le istruzioni per l’uso incluse. Ironia e sense of humor caratterizzano tutta la produzione di questo artista serbo.
 
 
 
Ericailcane, Il numero delle bestie, Italia, 2009, 4’ 55’’
 
ericailcane è lo pseudonimo di un artista italiano, formatosi presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha pubblicato libri e cataloghi che raccolgono una parte della sua notevole produzione di disegni.
Il numero delle bestie riprende una delle tematiche più care all’artista, quella degli animali fiabeschi e pseudoumani, ma non antropomorfi.
Il riferimento naturale è ad alcuni dei classici dell’animazione, in particolare Ladislav Starewicz e la scuola dei grandi animatori praghesi di marionette, il risultato, come per tutte le creazioni del giovane autore, è di grande raffinatezza. 
 
 
 
Anke Feuchtenberger, Somnambule, Germania, 2006, 15’
 
Anke Feuchtenberger è nata a Berlino (ex-DDR) nel 1963. Ha studiato graphic design alla facoltà di Belle Arti di Berlino e dal 1997 è docente presso la Fachhochschule für Gestaltung di Amburgo. Collabora con diverse riviste e ha iniziato a pubblicare le sue storie a fumetti nel 1993. Tra i suoi libri citiamo Mutterkuchen, Jochen Enterprises (Berlino, 1995), Die Hure H., (con Katrin de Vries), Jochen Enterprises (Berlino1999),  La putain P, L'Association (Parigi 1999), Somnambule,  Jochen Enterprises (Berlino,1998), Die Skelelettrau, Buchergilde Gutenberg, (Francoforte 2002), Quando muore il mio cane, mi faccio una giacca, D406-Coconino, Modena, (Bologna 2005).
Somnambule nasce prima come storia a fumetti e, per come viene concepito, come una sequenza di vignette senza parole, il passo al disegno animato sembra una normale conseguenza.
 
 
 
Magda Guidi, Sì, però…, Italia, 2008, 2’ 43’’
 
Magda Guidi è nata a Pesaro nel 1979, si è diplomata e perfezionata all’Istituto d’Arte di Urbino, nella sezione di Cinema. Ha collaborato alla produzione di video-clip in animazione (Treallegriragazzimorti, 2003), lungometraggi cinematografici (Il nano più alto del mondo, regia Francesco Amato, 2005) e progetti teatrali (L’ultima volta che vidi mio padre della Societas Raffaello Sanzio, 2008).
Sì pero…, come gli altri suoi film sono legati al concetto di metamorfosi del segno e delle forme che sembra seguire un processo intimo e onirico di sviluppo.
Il lavoro di Magda Guidi basato su incastri di piani, di prospettive illusorie e l’uso della tecnica pittorica ha una matrice stilistica che deriva dalle lezioni del suo maestro alla scuola d’Urbino, Roberto Catani e l’influenza  dell’opera di Georges Schwitzgebel.  
 
 
 
Kristjan Holm, Small House, Estonia, 2008, 6’ 15’’
 
Kristjan Holm è nato nel 1976 a Tallinn in Estonia, si diplomato all’Accademia d’Arte nel 1999 in Interior Design. Ha partecipato alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2004. La scoperta dell’animazione lo ha portato a realizzare diversi film in cui analizza il rapporto spaziale e l’interazione con gli stati d’animo.
In Small House Kristjan Holm indaga il rapporto tra lo spazio reale e quello emozionale. La narrazione condotta con un disegno per l’animazione classica frame by frame è surreale e volutamente dilata i silenzi e deforma le forme delle figure dei personaggi , modificando fantasticamente i rapporti e i confini del reale.
 
 
 
Solweig von Kleist, Chaos, Francia, 2002, 5’
 
Solweig von Kleist è nata a Würzburg, in Germania. Il suo interesse per la pittura e il cinema sperimentale si manifesta già durante gli studi alla Hochschule der Kunste. Approfondisce questi temi frequentando l’Institute of Arts (California). Dal 1985 vive in Francia, realizzando opere di pittura, scultura, installazioni, performance e film d'animazione. Esplora e sperimenta il senso dello spazio e del tempo con un’accezione filosofica. Recentemente, come in Chaos, Solweig von Kleist utilizza dipinti, disegni e sculture che celano 'film invisibili' dai quali poi nascono performance cinematografiche e installazioni. Questi procedimenti mostrano la inesauribile capacità rappresentativa e iconica delle immagini che si sviluppano in modi del tutto sorprendenti.
 
 
 
Jadwiga Kowalska, Tôt au tard, Svizzera 2008, 5’
 
Jadwiga Kowalska è nata a Berna nel 1982, è cittadina polacca. Dal 2003 al 2007 ha frequentato il Dipartimento di Animazione presso la HSLU (Hochschule Luzern, Design&Kunst) diplomandosi nel 2007 dopo un soggiorno all’Accademia di Belle Arti di Cracovia. 
Tôt au tard è un film capace di mostrare attraverso un disegno che pare uscito da un libro illustrato per bambini i ritmi profondi della natura e le sue relazioni con gli esseri viventi. Un assunto tutto speciale e certo molto filosofico che la giovanissima autrice espone con felice tono poetico.
 
 
 
Virginia Mori, Il gioco del silenzio, Italia 2009, 5’
 
Virginia Mori (Cattolica,1981), dopo il diploma presso il Liceo Scientifico di Pesaro, si iscrive al biennio di Perfezionamento in Cinema d'Animazione e Illustrazione dell' Istituto Statale d'Arte di Urbino. Viene segnalata con premi in concorsi e Festival d’Animazione.
Virginia Mori segue nei suoi film un filo che la porta ad indagare la figura femminile analizzata e rappresentata nelle sue pieghe più recondite. La tecnica dell’ animazione è quella del disegno a matita su carta. Il gioco del silenzio inizia proprio come il gioco del dubbio: in quale delle due mani è celato l’oggetto nascosto?
 
 
 
Alvise Renzini, Ci sono gli spiriti, Italia 2009, 6’ 20’’
 
Alvise Renzini è nato a Bologna nel 1971. Si è formato al DAMS di Bologna. Ha realizzato videoinstallazioni e animazioni come, Il vitello d’oro (2000) e Grande Anarca (2003), basato sul racconto Answers to a Questionnaire di  J.G. Ballard.
Ci sono gli spiriti è una libera interpretazione visiva di un sogno di Carl Gustav Jung .
Il sogno parte da un archetipo piuttosto comune: la propria casa, il luogo in assoluto più familiare per ognuno di noi, come luogo inesplorato. Jung si trova così ad entrare in una serie di stanze “segrete”: la prima è un laboratorio di Ittiologia dove suo padre svolge degli esperimenti. La seconda è una camera da letto dove sua madre cerca di catturare gli spiriti. La terza è la Hall di un grande albergo, preludio di mille altre stanze, dove suona un orchestra.  
La tecnica di realizzazione consiste di disegni su acetato realizzati con acquerelli o tempere, o disegni fatti con filamenti di cotone, polvere, capelli, stampati in stop-motion in camera oscura su carta fotografica b/n. Alcune parti sono fatte invece con disegni a tempera su cartoncino e fuliggine di candela.
 
 
 
Stefano Ricci, Mary Sconta e la gallinella evasa, Italia, 2011, 6’
 
Stefano Ricci è nato a Bologna nel 1964. Disegnatore, grafico, autore di libri a fumetti, E’ docente del corso di fumetto e grafica contemporanea al DAMS di Gorizia, Università degli Studi di Udine, ed insegna disegno all’Università delle Arti Applicate di Amburgo.
Lo stile di Stefano Ricci è molto preciso e riconoscibile sia che si esprima nella grafica editoriale, che nell’illustrazione o nell’animazione. La sua ricerca lo porta a dilatare le sue elaborazioni grafiche in multipli serigrafici, in cui interviene manualmente, nelle ampie scenografie teatrali o nello scorrimento temporale della sequenza filmica.
 
 
 
Gianluigi Toccafondo, La piccola Russia, Italia 2004, 16’
 
Gianluigi Toccafondo è nato a San Marino nel 1965, ha studiato prima all’Istituto Statale d’Arte ‘Scuola di Urbino’, a cui è seguito un periodo di lavoro presso lo studio Gertie a Milano. La francese Arte France e il Centre National de la Cinématographie hanno prodotto la maggior parte dei suoi film. Ha realizzato note sigle in animazione per la RAI e per la Biennale di Venezia (ed.1999). E’ illustratore e grafico (Fandango).
La Piccola Russia nasce da un lavoro di animazione complesso che vede uniti il procedimento filmico, il trattamento grafico, la fotocopiatura e la fotografia, per arrivare infine al montaggio al computer e al successivo  trasferimento sulla pellicola 16 mm. La matericità quasi artigianale del trattamento delle immagini e lo sviluppo narrativo tipico del linguaggio filmico, sono caratteri di questa opera che ha ottenuto numerosi riconoscimenti di critica e pubblico. Lo sfondo del film rimanda a quell’area geografica tra la Romagna e le Marche che per tradizione guardava alla Russia come luogo utopico dove si erano realizzati l’uguaglianza e il benessere sociale ed era chiamato appunto ‘La piccola Russia’.